Vercellae Hospitales 2026: la Savoia antica, l’arcieria medievale e l’Arazzo di Bayeux protagonisti a Vercelli
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| La sala allestita per l'incontro |
Nei giorni scorsi, nel cuore di Vercelli, la rievocazione storica è tornata a farsi esperienza viva e condivisa grazie alla nuova edizione della festa medievale Vercellae Hospitales 2026. Tra gli appuntamenti più apprezzati si è distinto il laboratorio di arcieria medievale, nato dalla collaborazione tra esperti di storia della Savoia antica e la Corporazione Arcieri Storici Medievali, arricchito da un approfondimento culturale di grande valore dedicato all’Arazzo di Bayeux e curato dal dr. Marco Leone.
L’iniziativa, ospitata nei locali della struttura Gioin di Vercelli, si è svolta nell’arco di due giornate, giovedì e venerdì, coinvolgendo attivamente le classi delle scuole elementari e medie del territorio. L’evento si è trasformato così in un autentico laboratorio didattico immersivo, capace di unire conoscenza, partecipazione e divertimento.
Un laboratorio per riscoprire l’arcieria medievale
Il laboratorio di arcieria ha rappresentato il cuore esperienziale della manifestazione. Guidati dalla Corporazione Arcieri Medievali, gli studenti hanno potuto avvicinarsi a una disciplina che nel Medioevo non era soltanto tecnica militare, ma anche arte, esercizio di disciplina e simbolo di appartenenza sociale.
Gli istruttori hanno illustrato ai partecipanti la costruzione dell’arco, spiegando i materiali impiegati in epoca medievale – dal legno flessibile alle corde intrecciate – e presentando le diverse tipologie di archi utilizzate nei territori della Savoia antica.
L’attività si è rivelata molto più di una semplice dimostrazione pratica: un vero viaggio nella mentalità medievale, in cui l’arciere ricopriva un ruolo essenziale sia in ambito militare sia nella difesa dei territori alpini e delle comunità locali legate alla tradizione sabauda.
La Savoia antica tra storia e identità
Il richiamo alla Savoia antica ha dato ulteriore profondità all’iniziativa. Il territorio vercellese, da sempre crocevia di scambi e influenze, è stato infatti profondamente segnato dalla presenza sabauda, che nei secoli ha contribuito a plasmare istituzioni, cultura e organizzazione sociale.
Durante gli incontri sono stati raccontati episodi legati a castelli, milizie e corporazioni, offrendo agli studenti una visione concreta della vita nelle comunità medievali. In questo contesto, la figura dell’arciere ha assunto un forte valore simbolico: difesa del territorio, disciplina personale e senso di appartenenza collettiva.
L’Arazzo di Bayeux: la storia raccontata per immagini
Accanto alla pratica dell’arcieria, il percorso educativo si è arricchito grazie all’intervento del dr. Marco Leone, vicepresidente nazionale della Corporazione Arcieri Storici Medievali, che ha guidato i ragazzi alla scoperta dell’Arazzo di Bayeux, una delle testimonianze più straordinarie dell’XI secolo.
Con un linguaggio accessibile ma rigoroso, Leone ha spiegato come il celebre tessuto ricamato racconti la conquista normanna dell’Inghilterra, trasformandosi in una vera e propria cronaca visiva del Medioevo. I dettagli delle scene – battaglie, cavalieri, navi e momenti di vita quotidiana – sono diventati strumenti preziosi per comprendere meglio il contesto storico in cui anche l’arcieria rivestiva un ruolo fondamentale.
Per gli studenti, l’esperienza si è trasformata in una lettura guidata delle immagini: osservare, interpretare e collegare i particolari ha significato sviluppare uno sguardo critico sulla storia.
Il coinvolgimento delle scuole: imparare facendo
Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è stato il coinvolgimento diretto delle scuole elementari e medie. Le attività sono state progettate per essere inclusive, dinamiche e stimolanti.
I ragazzi non sono stati semplici spettatori, ma protagonisti attivi: hanno posto domande, osservato riproduzioni storiche e partecipato con entusiasmo alle spiegazioni. Un approccio che ha favorito un apprendimento più profondo, basato sull’esperienza diretta e sull’interazione.
L’incontro tra divulgatori, rievocatori e studenti ha inoltre creato un ponte tra generazioni, rendendo la storia accessibile, concreta e viva.
Un evento che valorizza cultura e territorio
La due giorni ospitata presso la struttura Gioin di Vercelli si è inserita perfettamente nello spirito della festa Vercellae Hospitales 2026, manifestazione nata per valorizzare il patrimonio storico locale attraverso eventi partecipativi e di qualità.
Iniziative come questa dimostrano come la rievocazione storica possa trasformarsi in un potente strumento educativo, capace di coinvolgere i più giovani e di rafforzare il legame con il territorio.
Tra archi tesi, racconti antichi e immagini ricamate, Vercelli ha così riscoperto una parte fondamentale della propria identità, trasformando il Medioevo in un’esperienza concreta, condivisa e sorprendentemente attuale.
© testo e foto del dr. Marco Leone - Corporazione Arcieri Storici Medievali
